Forsementissimo

Come dire l’assoluto.
Di più non esiste ————– Forsementissimo———————-  Ecco il bello del massimo. Ti fermi, non puoi andare avanti, il cervello s'”inceppa” non trovando più una spiegazione letterarria, poetica e nemmeno scentifica ………. Mancanza di qualsiasi fondamento o giustificazione sul piano logico o pratico, contraddittorietà, incomprensibilità, sconvenienza assoluta. l’assurdità del pensiero, parola o azione inaccettabile e incomprensibile.
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Che dire di un qualcosa che esiste ma non si vede …….. pgni parola è un di più senza la ragione di un pensiero razionale, l’irrazionalità è qualcosa di magnifico, non sempre è un sogno, non sempre può essere lo spazio.
Mi sono stancato di scrivere ………….. mi voglio cambiare da stanco a riposato.

Vivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
L’ozio

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LEGALITÀ SIGNIFICA RESPONSABILITÀ

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……….. http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4883 ………….

“” La legalità – afferma un documento della CEI del 1991 – è «insieme rispetto e pratica delle leggi». Non solo rispetto di norme imposte dall’alto, ma pratica quotidiana di regole condivise. Così intesa – continua il documento – «la legalità è un’esigenza fondamentale della vita sociale per promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione del bene comune».
“Un’esigenza fondamentale”: fondamentale diventa allora educare ed educarci alla legalità, o meglio alla responsabilità.
La legalità non è infatti un valore in quanto tale: è l’anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, l’io e il “noi”. Per questo non bastano le regole. Le regole funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere coerenti con quelle scelte. Il rapporto con le regole non può essere solo di adeguamento, tanto meno di convenienza o paura. La regola parla a ciascuno di noi, ma non possiamo circoscrivere il suo messaggio alla sola esistenza individuale: in ballo c’è il bene comune, la vita di tutti, la società.
L’educazione alla legalità si colloca allora nel più ampio orizzonte dell’educarci insieme ai rapporti umani, con tutto ciò che questo comporta: capacità di riconoscimento, di ascolto, di reciprocità, d’incontro, di accoglienza. Nella consapevolezza che la diversità non solo fa parte della vita ma è la vita, la sua essenza e la sua ricchezza.””
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Io sono daccordo con questo articolo , ma guando  dall’alto ci fosse dato esempio di responsabilità …… invece solo il popolino deve camminare entro quei limiti di legge, mentre i famosi Onorevoli, ma rimane solo una parola vuota …….. l’onore lo hanno perso strada facendo ………….. l’onorabilità di un Onore_vole ormai si puù solo trovare in qualche ………..Rinvio a giudizio …………… magari se se fanno un vanto.
Forse è l’unica responsabilità che riescono ad avere.

Non sempre è tondo

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Mi ricordo
Di quel tempo, sono fulmini i pensieri ……….. di strade non più presenti, al loro posto erba sparsa senza criterio.

Il mondo gira ed va avanti.

 

L’attico

La vista in bilico di un parapetto
nella lunga attenzione di non andare oltre quella linea di confine tra l’equilibrio della mente con il tuo spammodico battito del tuo cuore.
Anche perchè potresti vedere il vuoto del tuo dentro e perderti nella speranza di potyerti ritrovare in un vuoto a te sconosciuto
riscoprirsi nel vuoto
del dentro
dove lo sguardo cerca il centro degli occhi e poterne fare un inizio capo di un filo che non passa nemmeno tra i quattro angoli della tua anima ………… non lega, non unisce, ed la cosa peggiore non guida dunque le vertigini della pelle ne fanno da padrone sulla pelle già arruffata dalla paura.

E’ un bel po che non vado in ………………

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Un po di pace non quasta propio, e poi preferisco  monti, visto che il mare lo vedo tutti  i santi giorni, non è che viene a noia, ma rientra in un’ottica di certe abitudini, ma che cambiano con un certo stato d’animo. Però è vero essendo in una montagna più è alta, più ti senti più vicino a Dio (per chi ci crede) e se non si crede ci si sente al di sopra di ogni meschinità umana che pullula sotto quella montagna, dunque ci si sente un Dio  ………. è questo significa che qualcosa di sorannaturale c’è. E’ questo è l’effetto montagna.
L’effetto mare è completamente diverso …….. difficilmente ti richiama Dio, ma ti porta a quelle sensazioni primordiali ………. l’esplorazione, il fascino dell’ignoto non tralasciando che il mare va abbinato si, con una sua vita propia e subordinato alle varie cambiamenti del tempo …….. e come dire per ogni azione, una reazione ….. ma difficilmente si porta a qualcosa di soprannaturale.
Dunque solo il mare calmo o liscio come l’olio …….. ti può dare la sensazione di pace, e di consequenza rivolgere il pensiero a Dio ……….. dunque solo in questo caso il mare può dare come la montagna la sensazione di pace interiore, mentre la montagna avvolta in un silenzio ed accompagnata da un panorama cmq stupemdo  …………. naturalmente ti elevi(pensiero) ad un qualcosa, di assolutamente inimmagginabile, ed propio in questo momento sentirti realmente cosi piccolo ……………….

Raggi di stella al rittmo di musica

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In cima, si e come un dada umpa ……..l’aria di danza, con una musica ordinata, all’ombra di pochissime stelle visibili, Ma una sola è la stella che conta, l’origine di ogni cosa, appare del tutto casuale ma poi in fondo in fondo dalla casualità presa come alibi c’è un sotteraneo insequirsi al tempo del dada umpa, musica ordinata da gesti quasi scontati.
E come il proverbio: un occhio al pesce che frigge, e l’altro al gatto ………solo che qui c’è la musica dell’elio che zampilla dalla padella l’attenzione nei gesti, per far si che siano movimenti da non farsi notare, ma stanno al ritmo di musica di una musica mai scritta ……. o meglio scritta, ma da questo libro manca la prima e l’ultima pagina. Ed il dada umpa senza la prima pagina è come senza senso, dunque c’è l’immagginazione della prima pagina, che è sempre molto soggettiva e che spesse volte non combacia con il dada umpa che già conosciamo. Ci si butta a capo9 fitto in questa pagia vuota per poterla scrivere e forse si stà iniziando a scriverla, apparentamente da soli, ma non si è da solo dentro porti con te la fonte ispisratrice, che dalle sua rime profonde sparse al vento si racconta piana di speranza, ma con un lungo Se che viene da lontano, un Se che vibra di gioia …….. Un inno che sa di urlo, come dire ci sono ……. come a cancellare un vecchio dolore, dolore sempre rinnovato al cospetto della luna, come se fosse una preghiera infinita alla vita, vita interrotta o sospesa da una musica da dada umpa, musica ordinata, ma che ora non ti si addice.

Al fuoco …… si racconta

volpeE’ solo l’inizio della notte un pò bambina, e già sorridente e strizza l’occhio al primo spicchio di luna ……. il vento freddo accarezza il viso, mentre il passo diventa più veloce, e la via diventa ancora più lunga ed il tempo e come rallentato, rimanendo cosi il piacere del pensiero, che accompagna l’inizio della notte bambina, che cresce dentro e diventa più maliziosa.
La sua bellezza in tutta la sua integrità e tra qualche ora  ……. dove ogni cosa diventa ambita e proibitiva, rasettando anche l’ambiquità leggittima delle notte …….. dove tutto o quasi prede dimensioni irreali …….. dalla paura alla gioia della paura, la paura di far paura ….. sensazione innata, e pur sempre sfidata e come in tutte le cose certe volte si vince altre si perde ……… ma in tutte le occasioni, rimane la bellezza oscena della notte.

Per chi vuole commentare
principedellemosche@gmail.com